Rientrano in questo ambito progetti e iniziative territoriali finalizzate allo studio delle trasformazioni sociali riconducibili all’emergere di nuove figure lavorative e al riconfigurarsi dei modelli di organizzazione del lavoro, delle politiche di welfare e delle ricadute sulle forme di convivenza.

Quattro i filoni di ricerca-azione sviluppati nel corso del tempo:

  • Metamorfosi dei sistemi di micro e piccola impresa (capitalismo molecolare).
  • Metamorfosi delle forme della rappresentanza degli interessi collettivi organizzati delle imprese, del lavoro, delle professioni
  • Metamorfosi delle reti terziarie delle professioni di servizio alle imprese (economia delle conoscenza).
  • Metamorfosi delle forme reti terziarie di servizio alle persone (privato sociale).

2017

Innovazione, digitalizzazione e lavoro emergente nelle imprese bancarie e assicurative – Inchiesta sul lavoro nella neofabbrica finanziaria

Committente: Camera del Lavoro di Milano (2017) sociale
Tra l’autunno del 2016 e la primavera 2017 il Fisac-Cgil di Milano ha promosso un’inchiesta sulle trasformazioni del lavoro nell’industria del credito e delle assicurazioni, da anni investita da profonde trasformazioni sotto la duplice pressione della crisi e del cambiamento tecnologico (digitalizzazione). L’inchiesta, programmaticamente esplorativa, fa sintesi tra una metodologia di lavoro e l’impegno di un gruppo di delegati, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di conoscenza e intervento sindacale attraverso il più “operaista” dei metodi, applicato alle “neofabbriche finanziarie” in uno dei punti alti dello sviluppo. Puntare l’obiettivo sulla soggettività dei lavoratori della finanza a Milano, significa infatti praticare l’inchiesta al centro dei processi di crisi, di innovazione, di cambiamento del nostro paese.

2015

Teatro Pubblico Pugliese 

Committente: Teatro Pubblico Pugliese
Il tema della promozione dell’economia e delle industrie creative è divenuto nel corso dell’ultimo decennio una delle questioni centrali dello sviluppo nell’era dell’economia della conoscenza. In tutta Europa oltre ad essere fondamentale tessuto identitario la cultura rappresenta un sempre più significativo sistema di produzione. Grandi cambiamenti demografici, sociali, economici e tecnologici stanno sempre più spingendo in questa direzione. Anche le policies comunitarie così come quelle nazionali e regionali tendono sempre più a considerare il settore culturale, nelle sue diverse specializzazioni, come un formidabile motore di innovazione sociale ed economica, come elemento qualificante per il benessere e la qualità della vita dei territori e dunque come fattore di attrazione per investimenti, ricerca e turismo. La stessa Unione Europea nel contesto della crisi attribuisce a cultura, creatività e innovazione un ruolo vitale per la competitività e lo sviluppo delle economie e delle società. La Puglia nel panorama delle regioni italiane ormai da anni si è posizionata ai vertici per la crescita di un tessuto diffuso di imprese creative e culturali, di grandi eventi, di politiche pubbliche orientate a sostenere con forza lo sviluppo dell’economia della cultura. Con particolare enfasi sul sostegno alle radici identitarie e territoriali delle filiere e al protagonismo giovanile. Già nel 2015 il sistema-cultura pugliese era davanti alla necessità di una svolta profonda in termini di rafforzamento della sua struttura, autonomia, rapporto con il territorio. La forte e a volte eccessiva dipendenza dal finanziamento pubblico delle attività, la ridotta strutturazione imprenditoriale di alcuni settori, la debole strutturazione delle filiere e le difficoltà sul piano della produzione di contenuti oltre che della loro rappresentazione, la polverizzazione degli operatori e spesso la loro ridotta professionalizzazione, la debolezza delle reti cooperative tra grandi eventi e tessuto creativo diffuso e tra filiere dell’industria culturale e filiere del made in Italy, sono tutti fattori che complicano la transizione dell’industria creativa pugliese. 

2012

Vecchie e nuove professioni a Roma. L’evoluzione del mercato del lavoro in Provincia di Roma: le professioni del terziario

 Committente: Provincia di Roma
L’area metropolitana di Roma costituisce, con Milano, una delle poche concentrazioni nazionali di lavoro e imprese del “terziario professionale”. Il progetto, attraverso la realizzazione di una ricerca articolata in due distinte fasi di rilevazione (una qualitativa e una quantitativa) a delineato una mappa analitica, situata in questa specifica fase della vicenda sociale ed economica della città, del mondo delle professioni nell’area romana. La popolazione di riferimento dell’indagine è stata costituita dall’universo del lavoro professionale nella sua complessità, che include dunque professioni regolamentate e non, esercitate sia in forma di lavoro indipendente (come liberi professionisti o lavoratori autonomi/free lance), sia in forma imprenditoriale (nell’ambito di piccole società terziarie), sia come lavoro subordinato (all’interno di organizzazioni), protetto piuttosto che precario o intermittente. L’ipotesi che ha sorretto l’impianto di ricerca è che le trasformazioni del sistema produttivo abbiano favorito forme di convergenza tra “nuove” e “vecchie” professioni nel contesto della formazione di un grande bacino del lavoro della conoscenza, tuttavia sempre più articolato internamente e strutturalmente polarizzato . Il problema al centro della ricerca è stato il problematico rapporto tra logiche del professionalismo (per molti aspetti ancora ideologia egemone nel lavoro intellettuale) e lavoro della conoscenza in generale, nel quadro della svolta cognitiva dell’economia degli ultimi decenni.