Tribù creative nella città infinta
Anno: 2009 | Territorio: Nord Ovest
Da sempre Milano si rappresenta come capitale delle grandi funzioni economiche, siano esse quelle commerciali, finanziarie, logistiche o creative. E’ tuttavia sempre più evidente che le grandi funzioni, se da un lato producono integrazione di sistema, dall’altro non riescono a produrre integrazione sociale. Come prima mossa, quindi, la ricerca ha messo al centro dell’attenzione non tanto la città delle reti e delle grandi funzioni, quanto piuttosto le soggettività che la abitano e il tumultuoso movimento di trasformazione molecolare della sua composizione sociale. Le interviste in profondità agli attori del territorio hanno coinvolto professionisti e lavoratori personali che abitano il ciclo dell’economia metropolitana della creatività (dal design alla comunicazione, dalla moda agli audiovisivi), ma anche esponenti delle autonomie funzionali e delle università, delle reti di rappresentanza e di community a cavallo tra reale e virtuale, e infine imprese manifatturiere che della “creatività” si nutrono per dare vita ai propri prodotti. Obiettivi precipui della ricerca sono stati una “mappatura” delle filiere del valore che innervano l’economia creativa, un’analisi delle sollecitazioni che esse hanno ricevuto dentro la crisi, un’analisi delle culture e del rapporto che i “creativi” milanesi intrattengono con la città e le grandi fabbriche della rappresentazione, da Triennale al Salone del Mobile, e infine il tema della rappresentanza e della governance di un’economia in cui fortissimi sono gli elementi di discontinuità con il passato.



