The New Italian Design
Triennale di Milano
Andrea Branzi
New Italian Design
Il paesaggio mobile del nuovo design italiano
20 gennaio-25 aprile 2007
Conferenza stampa: giovedì 18 gennaio, ore 11.30
Inaugurazione: venerdì 19 gennaio 2007, ore 18.30
Triennale di Milano
Viale Alemagna 6, Milano
La Triennale di Milano presenta la mostra
Il paesaggio mobile del nuovo design italiano che resterà aperta dal 20 gennaio al 25 aprile 2007.
Main sponsor Macef, Ras.
La mostra presenta i risultati del censimento The New Italian Design lanciato dalla Triennale di Milano in aprile 2006.
Il censimento era rivolto ai designer come progettisti, art-director, consulenti, organizzatori di servizi, di comunicazione o di promozione dell’ambiente e dei processi. Si rivolgeva a chiunque attuasse ricerca, sperimentazione, ideazione di nazionalità italiana under 39 e un quarto (39 anni+3 mesi). Nasceva come opera di ricognizione, di censimento e di rappresentazione dei giovani designer italiani su scala nazionale che partiva dal presupposto che il passaggio dal XX al XXI secolo, nel mondo del design, non fosse caratterizzato da nuove tendenze stilistiche, ma piuttosto da un sostanziale cambiamento di ruolo della professione.
Circa 600 progettisti sono confluiti nella banca dati dei quali 140 su segnalazione, mentre i restanti per autocandidatura. Tra questi il comitato di selezione presieduto da Andrea Branzi – Silvana Annicchiarico, Alba Cappellieri, Arturo Dell’Acqua Bellavitis, Carmelo Di Bartolo, Anna Gili, Cristina Morozzi, Stefano Maffei, Mario Piazza – ha scelto 124 designer così composti: 27 donne, 64 uomini, 33 gruppi.
La mostra Il paesaggio mobile del nuovo design italiano presenta i risultati di questa selezione. Si tratta di 55 progettisti che hanno lavorato sul design di prodotto, 22 sulla grafica, 23 su oggetti legati al corpo come i gioielli, borse e accessori, 12 sulla ricerca, 6 sul food design, 6 sull’interior design.
Il censimento prima e la mostra poi hanno permesso di effettuare una ricognizione sullo stato dell’arte del design attuale attraverso l’analisi del nuovo design italiano come fenomeno con caratteristiche proprie e autonome rispetto alla grande tradizione dei maestri del design italiano. Un design che si lega indissolubilmente ai cambiamenti economici, politici, tecnologici e motivazionali del nuovo secolo.
Il design è divenuto in tutto il mondo uno dei principali motori della crescita dell’economia; il suo ruolo non è più soltanto quello di risolvere problemi estetici, ma quello di inventare nuovi prodotti, nuovi mercati e nuove economie. Il design sta diventando la “professione di massa”, che è diventata oggetto di un’attenzione crescente da parte del sistema formativo, come dimostra il numero sempre maggiore di università, scuole, studenti e addetti, che si sta verificando in Europa, Giappone, Stati Uniti, India, Cina, Corea e in tutto il mondo industriale e in via di sviluppo.
La mostra Il paesaggio mobile del nuovo design italiano nasce con l’intento di evitare di applicare categorie analitiche valide per il design del Novecento a questi nuovi scenari.
Per questo si è scelto di coinvolgere advisor, aziende, istituzioni, i Maestri, i ricercatori, le scuole, le università, i centri di formazione e infine, attraverso il metodo dell’autocandidatura, i designer stessi.
Ne è emersa una mappa del nuovo design italiano non limitata al furniture design, ma allargata a tutte le nuove forme di comunicazione che riguardano la professione del XXI secolo: dal food al web, graphic, fashion, textile, ai copywriter, ai designer del gioiello, ai progettisti della multimedialità.
Il mestiere dei giovani designer è solo in parte legato al progetto di prodotto, ma fa soprattutto riferimento al profilo dell’art director, del consulente strategico, del comunicatore, del promoter, del ricercatore.
L’età-limite per le candidature, che in un primo momento era stata fissata a 39 anni e 3 mesi, si è allargata oltre i 40 anni, sintomo di una difficoltà oggettiva a definire una soglia della giovinezza.
Quello che ne emerge è un panorama che vede i giovani designer creare processi più che prodotti.
Non si tratta di eredi dei Maestri che realizzavano prodotti compiuti, funzionali e definitivi, i designer non rispondono a richieste industrialiprecise, ma si tratta di una attività spontanea, finalizzata ad affermare la propria capacità di creare l’originale e il diverso, sia come prodotto che come impresa, servizio, informazione.
La ricerca iniziata con il censimento non si esaurisce con la mostra Il paesaggio mobile del nuovo design italiano alla Triennale di Milano, ma è confluita in una vera e propria banca dati a disposizione della Triennale e di tutte le imprese, le istituzioni e più in generale di tutto il sistema design che continuerà a vivere e a essere alimentata.
Anche la Mostra Il paesaggio mobile del nuovo design italiano, che diventerà itinerante (la prima tappa sarà in occasione di Tokyo Design Week 2007 nello spazio permanente di Triennale a Tokyo), potrà avvalersi dei risultati di queste ricerche, in modo da valorizzarli e farli conoscere al mondo. In questo senso, censimento e Mostra sono già iniziative dell’imminente Museo del Design della Triennale, con le quali il Museo inaugura virtualmente la sua attività.
Infine si è già avviato in collaborazione con la Regione Lombardia – Direzione Generale Industria PMI e Cooperazione un programma triennale di finanziamento (un investimento di oltre un milione e cinquecentomila euro) di progetti di ricerca presso aziende, manifatturiere e non, orientate all’innovazione e alla sperimentazione destinato a 30 giovani selezionati.



