La piattaforma produttiva della Provincia di Roma
Anno: 2009 | Territorio: Centro
La base di partenza di questo progetto è la cosiddetta stagione del “modello romano”, inizio della transizione di Roma da città della burocrazia a “città aperta”, internazionalizzata, che ha assunto una identità e, in parte, un richiamo da città-mondo. Un modello che ha visto al centro la capacità delle istituzioni locali di fare coalizione e di coinvolgere all’interno del processo i grandi player protagonisti del potere economico della città. Nella crisi, tale modello scopre i suoi punti di debolezza. Che stanno, prevalentemente, in una polarizzazione tra centro e periferia, tra città e “contado”, tra chi è connesso con il mondo e chi ne è, a diversi livelli, escluso. In questo senso, diventa centrale interrogarsi sul rapporto tra la città e la sua provincia, che diviene fondamentale bacino di “racconto” ed analisi della grande transizione in atto. A livello economico, ad esempio, è sul territorio che meglio si legge l’impatto della destrutturazione della globalizzazione, così come, allo stesso modo, i percorsi più virtuosi, ad esempio quelli di rapida transizione verso il terziario dei saperi e della ricerca. Allo stesso modo, è in provincia che acquista spessore il racconto delle nuove comunità locali, della società dell’immigrazione in formazione. In queste frange di nuova popolazione che si riscontra una propensione all’imprenditoria, in particolare nell’artigianato e nel commercio, ma anche situazioni complesse in cui si registrano situazioni di grave disagio in relazione ad una composizione sociale in veloce e profondo mutamento, laddove, più che altrove, si riscontra infatti quella condizione di espansione metropolitana incontrollata e disordinata, potenzialmente generatrice di gravi situazioni di anomia urbana. In tutto questo, il ruolo della provincia sta nel concorrere a minimizzare l’impatto destrutturante dei flussi dello spazio competitivo globale sull’identità territoriale. Nel provare a fare del territorio che amministra quella “metropoli dolce” che si caratterizza per il suo continuo stratificarsi sui modelli e le esperienze precedenti, in un percorso che crea senza distruggere, che cambia senza rivoluzionare.



