La Malaombra. Il perturbante caso dei suicidi in una vallata alpina

Anno: 2009 | Territorio: Nord Ovest

I grandi cambiamenti epocali che investono la società italiana si possono interpretare anche attraverso un lavoro minuto di territorio che fa racconto e interpretazione delle trasformazioni di comunità. Uno dei terreni più fertili per comprendere l’apocalisse culturale che stiamo vivendo ha a che fare con temi sfuggenti quali il legame sociale e le forme di convivenza. Per capire meglio lo spaesamento del contemporaneo è utile partire anche da ciò che accade ai margini e non al centro. Intendendo con ciò sia i margini territoriali, come la le valli alpine, quelle appenniniche o le aree interne del Mezzogiorno, quelli apparentemente meno investiti dai cambiamenti nelle forme di convivenza, sia quelli tematici com’è qui il caso del perturbante fenomeno dei suicidi. E’ il caso, ad esempio, del percorso di ricerca-azione compiuto con la Caritas diocesana valtellinese sul tema dei suicidi o, per essere più precisi, della percezione sociale del suicidio. Idea nata da un percorso di riflessione avviato ormai da anni con Don Augusto Bormolini, vice-direttore della Caritas locale. La ricerca svolta in Valtellina nel corso del 2009 è successivamente sfociata in un evento pubblico di riflessione, che ha visto tra gli altri la presenza del Vescovo di Como Mons. Diego Coletti, dello psichiatra Eugenio Borgna e del cantautore Davide Van de Sfroos, ponendo le basi per la costituzione di una rete di soggetti associativi che intendono dare continuità al lavoro avviato con la ricerca. Il lavoro di ricerca è stato pubblicato su da Communitas (numeri 35).