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IL VIAGGIO CREATIVO DI IACCHETTI DA CASTELLEONE
IL SOLE 24 ORE 21 gennaio 2007
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Va di moda la creatività. Fa tendenza. E' una professione di massa che tiene assieme il mondo. Una volta raccontato dalle élite. Oggi rappresentato dai tanti al lavoro nel ciclo delle merci che vanno nel mondo. Le biografie dei soggetti aiutano a capire quanto i bilanci delle imprese.
Come si fa ad andare da Castelleone, 8mila abitanti in provincia di Cremona, sino al MoMA di New York disegnando una piccola posata di plastica metà forchetta e metà coltello? Non dimenticandosi che resta sempre laggiù il paese, con la sua piazza dove si incontrano i giovani, per cui si disegnano panchine con la seduta sopra lo schienale e panchine per i disabili fatte per permettere di essere all'altezza degli altri.
Si va per imprese. Bussando e presentandosi non come creativo o designer ma come "inventore".
Ti fanno disegnare una scopa in un'impresa di Viadana, paesotto del mantovano che, con 160 aziende, è il distretto delle scope made in Italy, 50 milioni di fatturato e 10 di export. Poi disegni biscotti, tondini di ghisa e le padelle per Bialetti.
Arrivi a Milano. Lavori per un gruppo giapponese che produce sapone liquido, curandogli le confezioni e il packaging, e per le imprese leader del made in Italy da Ferrero ai Guzzini. Ti inventi il design del quotidiano coordinando il progetto Coop Eureka. Ti ritrovi in mostra alla Triennale con altri 125 soggetti di questa professione di massa. Non sei più un inventore della bassa. Sei un creativo, uno del new design italiano che ce l'ha fatta.
Come ce l'hanno fatta le imprese del made in Italy a reggere l'urto della globalizzazione. Non sei più tanto giovane, hai 40 anni. Ma per una società a forte gerontocrazia come quella italiana, ti è andata bene. E' la biografia di Giulio Iacchetti. Raccolta come altre in quel bacino di nuovi soggetti al lavoro per vestire e comunicare i quattro motori del made in Italy: arredo-casa, abbigliamento-moda, automazione-meccanica, alimentari e bevande.
Un "vecchio" professore del Politecnico Andrea Branzi, e una "giovane" responsabile del museo del design della Triennale, Silvana Annichiarico, li hanno messi in mostra. Storie
di vita e storie di oggetti si intrecciano. Come è intrecciato, nel capitalismo moderno, il rapporto tra vita nuda, il corpo che mangia, si veste, abita e si muove, con la nuda vita dei creativi che usano il proprio sentire, l'estetica e il comunicare. Messa in mostra la vita nuda diventa corpo-corpogioiello-food-interior. Nelle fabbriche il ciclo dell'alimentare della Ferrero e della Barilla, del mobile della Brianza e delle sedie di Manzano, dell'automotive della Fiat e della Piaggio. La classe creativa è in mezzo.
Al lavoro nelle fabbriche a cielo aperto che formano le tre nuvole del capitalismo italiano che volano nel mondo. La città infinita che va da Milano a Como, le produzioni dell'economia diffusa del nord est, della città adriatica, della via Emilia… Le città regione che producono servizi, Torino Milano Padova Bologna Ancona Firenze Roma Napoli Bari… Se ti va bene, puoi mettere studio in città ed entrare nel circuito delle global city. Diventi un lobal uno che va dal locale al globale. Con una biografia da nomade multiattivo. Aggiorni continuamente il tuo sapere. Andar lontano serve a capire mode e tendenze. L'importante è tornare e incardinarli nel ciclo dell'impresa. Formalmente sei una partita Iva o uno studio individuale o associato. Solo due delle 125 biografie messe in mostra sono dipendenti di un'impresa.
Non montarti la testa. Pensando di essere arrivato a far parte della classe creativa dotata delle tre T: talento-tecnica-tolleranza. Ricorda sempre che vieni dalla quarta T di territorio dove ci sono le imprese del made in Italy con cui vai nel mondo. Trenta di queste avanguardie della moltitudine creativa arrivano alla Triennale di Milano dalla grande Brianza, 48 dalla creatività di territorio del made in Italy, solo 15 dal terziario metropolitano e 8 dall'estero. Grazie a loro, forse, nella prossima classifica dei Paesi creativi, non saremo più al 34esimo posto tra la Turchia e il Messico.
Aldo Bonomi
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