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IL NORD-EST CHE CAMBIA TROVA VOCE NELLE NUOVE FORME DELL'EDITORIA

IL SOLE 24 ORE
1 aprile 2007



Spero che non suoni irrispettoso accomunare la visita del presidente Napolitano a Treviso, dove ha dialogato con il tessuto produttivo del Nord Est, con la micro storia di una Partita Iva. A volte i riconoscimenti dall'alto e il lavoro di animazione dal basso si incontrano.

Nel riconoscere e rappresentare i profondi cambiamenti avvenuti in questo territorio. Che si impose all'attenzione negli anni '90, quando si ruppe la transizione dolce dal veneto contadino al Nord Est dell'impresa diffusa e molecolare.

Più recentemente con l'assemblea calda di Confindustria a Vicenza, durante l'ultima campagna elettorale. Nel '90, Filiberto Zovico aveva 30 anni.

Nato a Vicenza, studia a Padova filosofia, l'impegno politica con Cacciari, poi la professione: Partita Iva venditore di spazi pubblicitari per i quotidiani locali e nazionali. Erano i tempi della Life, della Liga e della Lega, che si erano presi molti dei voti della balena bianca facendo rappresentanza e rappresentazione del capitalismo dei piccoli.

La nostra Partita Iva, più che l'ideologia, con questo capitalismo di popolo aveva in comune il lavoro come passione. Poi si avvicina a Giorgio Lago che con il Gazzettino accompagnava quotidianamente il sommovimento del Nord Est.

Da liberale vecchio stampo cercava di spiegare a Roma che sì, c'era la rivolta fiscale. Necessitava leggere, capire, rispondere a questo sommovimento con una riforma vera dello Stato decentrandone funzioni e poteri. La domanda di federalismo non era una bubbola, ma un'esigenza vera di modernizzazione di sistema.

Il direttore del Gazzettino si espose sino a dar vita al movimento del Nord Est. In un baretto di Castelfranco è Giorgio Lago che propone a Zovico di rilevare la testata NordEst. Gli suggerisce di aggiungere da subito la parola Europa. Affinché fosse chiaro che quello che stava avvenendo nel Veneto profondo e dintorni non era solo perimetrazione localistica e rancorosa, ma soprattutto un desiderio di collocazione di questa enorme e diffusa macchina produttiva in Europa e nel mondo.

Un bisogno di modernizzazione a cui un mensile di riflessione poteva fare da specchio. Era il 1993. Ne uscirono sei numeri realizzati anche grazie al lavoro di Maurizio Caiaffa, che raccontava il Nord Est sul Sole-24 Ore. Poi chiuse. I tempi non erano ancora maturi. Nel 2000 ci si riprova.

Zovico e Caiaffa convocano quelli che per tutti gli anni '90 hanno scritto e raccontato il territorio, come commentatori per i giornali nazionali, o come collaboratori ed editorialisti dei giornali locali. Sono Daniele Marini con la sua Fondazione Nord Est, Paolo Possamai (Repubblica), Claudio Pasqualetto (Sole-24 Ore), Alessandra Carini (Nuova Venezia), Checco Jori (Il Gazzettino) e Gigi Copiello della Cisl di Vicenza di cui si dice con ironia che sta al sindacato come Cacciari alla politica.

Ci si può riprovare con Nord Est Europa per dare visibilità a quello che avviene da Bolzano a Trieste passando per la Pedemontana Veneta. Anche perché, oltre a quelli del racconto, sono cresciuti nelle università, grazie al ruolo del beccattiniano Enzo Rullani, quelli che fanno interpretazione e analisi del postfordismo nel Nord Est.

Corò all'università di Venezia, Costa e Pace all'università di Padova e tanti altri nell'università del territorio da Trento, a Udine, sino a Trieste. Con 10mila euro investiti da Zovico nasce il sito www.nordesteuropa.it. Poi si fa il salto.

Ci si confronta con i nuovi soggetti economici del Nord Est. I leader delle medie imprese che sono cresciute dentro e assieme alla proliferazione molecolare: Massimo Calearo a Vicenza, Cinzia Palazzetti a Pordenone, Andrea Tomat a Treviso, Giovanni Fantoni a Udine. Con i politici Illy, Sacconi e Fistarol, e con tre banchieri nordestini, Fratta Pasini della popolare di Verona, Flavio Trinca di Veneto Banca, Gianni Zonin della popolare di Vicenza.

Tutti terminali intelligenti e protagonisti della piattaforma produttiva che compete nella globalizzazione. Questo è il nuovo Nord Est. Sono maturi i tempi per rappresentarlo. Non solo capitalismo diffuso e proliferante, ma anche medie imprese leader che vanno in Europa e oltre.

Non solo artigiani e manifattura, ma anche servizi alle imprese e finanza che accompagna. Nel 2003 nordest.europa va in edicola. Ne sono già usciti 30 numeri, raccontano gli attori dell'innovazione, la fine della fase della delocalizzazione, il bisogno di fare università, banca, logistica, servizi nel grande Nord Est. Lo specchio riflessivo funziona. Se ne vendono 6mila copie.

La rete si allarga. La rivista ha gemmato una serie di piccoli libri editi dalla Marsilio ove trovano spazio ricerche, racconti di imprese eccellenti e dibattiti sul futuro. A dirigerla è arrivato Roberto Morelli, già nordestologo per il Corriere e attualmente direttore culturale della Illy caffè. Anche la nostra Partita Iva non vende più spazi pubblicitari. E' diventato direttore commerciale della Marsilio, altro luogo di riflessione alta del Nord Est. Con l'incontro con Stefano Micelli e le associazioni dei giovani imprenditori delle tre regioni il mensile ha dato vita al meeting dei quarantenni.

Sono arrivati l'amministratore delegato della popolare di Vicenza, quello delle autovie venete, il direttore di Padova Fiere e tanti piccoli e medi imprenditori che parlano inglese e vanno nel mondo con le loro imprese e impresine. Assieme ai tanti che fanno creatività, servizi, volontariato, università e cultura. E' cresciuta la società e l'economia del Nord Est.

Al punto di volere, nel prossimo meeting dei quarantenni, affrontare il tema della città infinita nordestina e del come costruire, vivere e governare la metropoli nel nord est che compete nel mondo.



Aldo Bonomi


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