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LE MULTINAZIONALI DEI PROFESSIONISTI
IL SOLE 24 ORE 18 giugno 2006
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Genova è una città che di reti e di fantasmi se ne intende.
E' stata città delle reti, che disegnavano percorsi di potere e di potenza lungo le vie del mare.
E' stata la città delle reti pesanti della siderurgia. Ha convissuto con i fantasmi del
capitalismo ben prima di Torino e di Milano.
I genovesi ancora ricordano l'incubo
del porto vuoto, senza una nave, nel Capodanno del 1983. La crisi delle partecipazioni
statali qui ha avuto l'epicentro emblematico.
Una volta i fantasmi del capitalismo, per dirla con Derrida, erano gli spettri di Marx.
Adesso sono i tanti produttori cinesi, l'idraulico polacco, le internet company e i grandi
studi di avvocati che arrivano dall'America.
Made in Italy e made in Cina da noi sono temi caldi.
L'idraulico polacco, che in base alla "direttiva Bolkestein" sui servizi avrebbe potuto lavorare in
Francia con salario polacco, suo malgrado è diventato protagonista del "no" francese all'Europa.
Basta seguire i flussi di internet su una mappa globale, censire il contenzioso commerciale e le
transazioni legali, per capire dove tira il vento dell'economia dei servizi.
Per evitare che i fantasmi divengano incubi, oltre alle regole e ai processi di innovazione dall'alto,
può servire il raccontare i tanti percorsi di innovazione dal basso.
Questo vale per il made in Italy,
raccontando il Nord-Est, per la net-economy osservando Milano e anche per gli studi di avvocati.
A Genova le lunghe derive della storia hanno lasciato il porto che si fa nodo della logistica.
E anche la primazia negli studi legali specializzati nel settore marittimo.
Tutti i contratti marittimi italiani hanno Genova come foro di arbitrato, come
Londra lo è nei contratti internazionali. Per anni il presidente del comitato marittimo
mondiale è stato un avvocato genovese.
Questa specializzazione territoriale significa
anche una tradizione di sapere universitario che faceva gola ai grandi gruppi e ai marchi
stranieri degli studi legali che negli anni '90 stavano entrando in Italia.
Marco Arato, genovese,
professore universitario di diritto commerciale e avvocato mi ha raccontato una storia esemplare.
Era socio del prestigioso e italico studio Bonelli, con sede a Genova e un po' di reti in Italia.
Come lo studio Erede di Milano era stato contattato da gruppi americani. Stiamo parlando delle
élite italiane specializzate in diritto marittimo, fusioni, acquisizioni e finanza d'impresa.
Non a caso si confrontavano uno da una parte e uno dall'altra nel mitico e tutto italico contenzioso
del lodo Mondadori. Si conoscevano bene, competendo e cooperando nel mercato domestico.
Partendo da queste reti territoriali e dal loro fare professione, decisero che "fosse più utile e più
consono anche alle loro tradizioni culturali e professionali di non diventare impiegati di uno studio
internazionale, ma di scommettere sul futuro andando nel mondo e accettando la sfida della concorrenza".
Nel 1999 i Bonelliani e il gruppo Erede si fondono con il gruppo Pappalardo, specializzato in diritto comunitario.
Dando vita allo studio legale Bonelli Erede Pappalardo mettono assieme tre storie professionali e territoriali.
Le reti dell'impresa che arriva dal mare, le reti della finanza milanese, le nuove regole della concorrenza
e dell'antitrust che arrivano da Bruxelles.
Qui per anni Pappalardo aveva diretto la DG IV. Risultato
della fusione sono 90 avvocati e 30 impiegati, come personale di supporto, con sedi a Genova, Milano,
Roma, Bruxelles.
Nel 2002 viene aperta la sede di Londra, e nel risiko dei comprati e venduti
dell'economia dei servizi si crea una rete di alleanze con alcuni studi europei, come Bredin
Prat in Francia, Hengeler Mueller in Germania, Mennheimer Swartling in Svezia, Slaughter and
May in Gran Bretagna, Uria Menendez in Spagna.
Si arriva anche negli States. Ove il gruppo ha
studi legali di riferimento oltre che a Wall Street nella costa americana che guarda all'Asia.
Con loro si stanno realizzando reti di collaborazioni in Cina e a Hong Kong.
E' un caso studio
sul come anche nell'economia dei servizi, a fronte della concorrenza e della competizione
globale si può, partendo dalle reti corte del locale, dispiegare e reggere la sfida nelle reti
lunghe della competizione.
Oggi Arato definisce lo studio legale Bonelli Erede Pappalardo
con l'ossimoro dell'impresa di consulenza legale. In effetti è una media impresa con più di
300 addetti (291 professionisti, di cui 60 soci, 9 consulenti e 105 addetti all'attività di supporto)
con un fatturato che supera i 100 milioni di euro nella produzione di merce immateriale.
Ha un'organizzazione da impresa con 12 dipartimenti produttivi per i professionisti,
dipartimenti di società e finanza, un dipartimento di diritto bancario e finanziario, uno di
diritto comunitario e della concorrenza, uno sul diritto internazionale, uno sul diritto industriale,
sulla proprietà intellettuale; con un direttore generale che governa le relazioni esterne, le risorse
umane, il controllo di gestione, l'information tecnology.
E' una piccola multinazionale tascabile dei servizi.
Quel che è bello è che in questo contesto globale Marco Arato mi racconta di due piccoli clienti genovesi,
uno che sta nel porto e uno fuoriuscito dalle partecipazioni statali.
Si occupano di produzione di
impianti e di produzione di microchips. La multinazionale tascabile li sta quotando al mercato
tecnologico di Londra. Anche i fantasmi, quando arriva l'alba, se ne vanno.
Aldo Bonomi
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