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UNA LOGISTICA IN CERCA DI COMPETITIVITA'

IL SOLE 24 ORE
Polis - 2 luglio 2007



Si va molto indietro nelle lunghe derive della storia quando si evocano le Repubbliche marinare, Genova, Venezia, Pisa e Amalfi. Nel leggere il racconto di Galullo sulla città e le storie dei successi imprenditoriali dei giovani salernitani pare che lo splendore e la potenza dell'antica repubblica marinara del sud, riviva oggi nella rinascita di Salerno.

Con il suo capitano, Agostino Gallozzi, leader di un gruppo di capitalismo delle reti che opera sul mare e che dà la visione e le parole chiave per mangiare futuro: mobilità e logistica ai tempi della globalizzazione. Partendo dallo spazio di posizione di Salerno nel Mediterraneo, all'incrocio fra il Far East delle merci e il Nord- Ovest del consumo, si traccia il suo spazio di rappresentazione.

Si ipotizza un nuovo porto commerciale al largo di Eboli. Che si emanciperebbe definitivamente dall'immagine triste del "Cristo si è fermato a Eboli". Per diventare tra 20 o 30 anni, luogo strategico per l'attracco delle grandi navi che arriveranno dall'Estremo Oriente.

Una visione che pareggerebbe i conti del declino delle Repubbliche marinare di un tempo rispetto alle città anseatiche che stavano a nord. Come ogni buon capitano, tracciata la visione, Gallozzi fa i conti con la realtà.

Di questa Salerno, che gli stereotipi, suffragati da un bel po' di cronaca, fanno intravedere tra i fumi dell'emergenza rifiuti. Una cappa che opprime quella città infinta che va da Caserta a Napoli e che ha in Salerno la punta estrema di una vera e propria piattaforma produttiva. Alimentata da un'economia manifatturiera, turistica e logistica ad alta potenzialità di numeri e di imprenditori sotto sforzo ma a bassa intensità competitiva.

A poco serve rivendicare, nella polemica politica, che a Salerno i rifiuti non sono un problema. Mi pare una questione normale. La vera questione sta dentro la visione del capitano di Salerno, nuova Repubblica marinara della mobilità. Sta nella modernizzazione a breve delle piattaforme portuali esistenti e la loro messa in rete con le autostrade e le reti ferroviarie esistenti.

Riappare l'eterna questione che attraversa il sistema paese da nord a sud. Che accomuna Genova e Venezia con la Salerno di oggi. La questione del terzo valico del porto di Genova, il passante di Mestre per Venezia, le navi da crociera che attratte dal campanile di San Marco e dalla costiera amalfitana attraccano con difficoltà, fanno della modernizzazione delle reti il tappo per lo sviluppo e la crescita.

Eppure, resiste una mai doma capacità italica di essere navigatori, mercanti e un po' santi se di fronte a questo scenario si ha ancora la forza e la capacità di fare impresa e di avere una visione di futuro. Speranza alimentata dai tanti casi d'impresa che partono da Salerno e vanno nel mondo, da un polo universitario funzionale a un sogno per le nuove generazioni e da un dibattito maturo sul ruolo che Salerno potrà svolgere nella piattaforma produttiva campana.

Il piano di sviluppo ipotizza una città in rete con Avellino e Benevento; il retroterra naturale della città della mobilità che vede nell'Irpinia il suo territorio di riferimento. Ho l'impressione che non basterà ritagliarsi questo spazio di posizione tranquillo e ordinato.

Il triangolo Salerno-Avellino-Benevento, a cui si può tranquillamente aggiungere la costiera amalfitana, ha numeri eccellenti e ordinati sia per la bassa criminalità organizzata che per il turismo che per le imprese. Numeri molto più ordinati del disordine che si trova andando verso Napoli e Caserta.

Ho l'impressione che, se dal punto di vista urbanistico, è corretto rappresentarsi come uno spazio di posizione ordinato, per gli scenari di futuro credo che il destino di Salerno sarà tale solo se, partendo dal triangolo "costiera amalfitana-Irpinia-Salerno", la città sarà in grado di contaminare il disordine della città infinita metropolitana partenopea di cui Salerno è la porta verso sud.

Nell'epoca della globalizzazione e della mobilità si compete non più solo facendo repubblica marinara, ma essendo in grado di assumere la leadership di piattaforme territoriali regionali che vanno nel mondo.



Aldo Bonomi


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