Crisi globale e capitalismo dei piccoli. L’impatto sui ceti medi della Brianza
Anno: 2009 | Territorio: Nord Ovest
Quale impatto sta producendo la grande crisi sul capitalismo molecolare della Brianza e come il bacino delle sue PMI stia reagendo riposizionandosi, sono le due domande di fondo della ricerca dedicata alla realtà della micro-impresa (1-9 addetti). Il sistema produttivo della Brianza, al confine tra metropoli e provincia profonda, è al centro di alcune delle più importanti filiere produttive del paese. Qui la comunità di fabbrica cerca di tenere sul piano del lavoro e su quello della coesione sociale. Gli enti territoriali hanno costituito “comitati di crisi” a difesa del sistema produttivo. Prevale una fiducia di fondo nelle possibilità della propria impresa, ma si diffonde anche una inquietudine sulla tenuta del proprio status sociale di ceto medio. Per molti, terminata la fase della crescita continuata, è difficile riposizionarsi su mercati internazionali sempre più globali. Sotto l’impatto selettivo della crisi sono emerse tre tipologie di impresa: l’avanguardia agente che reagisce alla crisi innovando, l’impresa resistente che privilegia la difesa, e l’impresa sfiduciata che ha ormai gettato la spugna. Il rinnovamento generazionale e la costruzione di reti d’impresa per innovare e conquistare nuovi mercati appaiono le due priorità centrali. Ma emerge soprattutto la necessità di tutelare la coesione sociale del sistema territoriale come risorsa di fondo per ripartire.



