Capitalismo dei piccoli e crisi globale. Il caso Torino

Anno: 2009 | Territorio: Nord Ovest

Come altri centri metropolitani in precedenza caratterizzati dalla presenza di grandi concentrazioni industriali, dagli anni ’90 Torino vive una transizione in cui si combinano processi di terziarizzazione, di “metamorfosi industriale”, di cambiamento della struttura imprenditoriale. Il tessuto industriale metropolitano, a partire dal 2008, vive un periodo particolarmente delicato: il mix produttivo del territorio, ancora caratterizzato da un’accentuata presenza di attività di trasformazione in settori particolarmente esposti alla competizione globale, ha infatti favorito la rapida propagazione delle ricadute negative della crisi simbolicamente apertasi con il crollo di Lehman Brothers . Scopo della ricerca era quello di analizzare gli effetti della crisi sulla realtà delle PMI industriali dell’area. L’indagine, realizzata attraverso metodi quantitativi e qualitativi, ha consentito di mettere a fuoco il possibile impatto derivante da una prolungata fase di crisi sul patrimonio tecnologico, cognitivo e professionale delle PMI dell’area. Molte delle aziende esaminate avevano attivato negli scorsi anni percorsi d’innovazione, investendo in conoscenza, diversificando gamma e profilo delle produzioni, adottando strategie internazionali. Tali scelte non le hanno poste al riparo dagli effetti della crisi; se una parte appare sufficientemente solida per reggerne l’urto, un’altra si trova in condizioni di evidente difficoltà. La demarcazione tra le une e le altre non corre sulla linea che separa le aziende “mediocri” da quelle con formule imprenditoriali e assetti competitivi più evoluti. Il rischio è che proprio queste, per assenza di liquidità o inefficacia delle politiche pubbliche, si trovino in condizioni di particolare emergenza.